Il modello Artigianelli al convegno presso l’Università degli studi di Padova

23 ottobre 2017

Artigianelli e Università degli Studi di Trento – dipartimento di scienze cognitive hanno presentato il modello didattico dell’Istituto nel convegno “Lavoro decente, equità e inclusione: password per il presente e il futuro” promosso dall’università di psicologia di Padova. Il modello nasce da 7 anni di ricerca e sperimentazione sotto la supervisione scientifica della professoressa Paola Venuti. L’intervento è stato coordinato dalla dottoressa Tiziana Faitini.

Il panel ha proposto una riflessione pluridisciplinare e applicata su lavoro e inclusione, problematizzando l’interazione tra scuola secondaria e tessuto produttivo a partire dall’esperienza di “ecosistema di apprendimento” messa in atto presso l’Istituto Pavoniano Artigianelli per le arti grafiche di Trento, in collaborazione con il Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e la Provincia Autonoma di Trento.

I profondi cambiamenti avvenuti nei sistemi socioeconomici negli ultimi anni hanno messo in crisi le modalità tradizionali di passaggio dai sistemi formativi al mondo del lavoro e hanno fortemente precarizzato le condizioni lavorative, per le fasce più deboli e non solo. Inoltre, le nuove opportunità di business nascono sempre più spesso dalla contaminazione tra settori differenti e dall’interazione “bottom up” tra giovani e imprese. Le sfide che la contemporaneità pone richiedono dunque di ripensare, con approccio critico e di ampio respiro, il sistema di incontro tra mondo della scuola e mondo del lavoro. L’alternanza “scuola-lavoro”, in questo senso, rappresenta solo una risposta parziale, che da un lato non sempre è in grado di accrescere l’autonomia del ragazzo e di soddisfare le esigenze di innovazione delle aziende, e dall’altro rischia di impoverire il sistema formativo funzionalizzandolo nei confronti delle esigenze di una singola impresa. Una risposta più promettente è rappresentata dal modello di un “ecosistema di apprendimento” che favorisca la concreta interazione tra aziende, realtà formative e studenti di varie fasce di età e abbia al centro la valorizzazione della differenza, ovvero una visione antropologica che riconosce il valore di ogni individuo – nella sua specificità di limiti e risorse – per lo sviluppo dell’intera comunità e per l’individuazione di soluzioni innovative nella risoluzione di problemi complessi. Ciò consente anche di ripensare alla disabilità in termini di opportunità e di favorire un’inclusione dignitosa che, attraverso il lavoro, valorizzi l’autonomia del singolo e risulti solidale, innovativa e competitiva sul mercato.

 

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